PIAZZA
VITTORIO: DOVE LE CULTURE SI INCONTRANO (...E SCONTRANO)
C'era un tempo in cui la centralissima piazza Vittorio era nota per il suo mercato e per l'affascinante porticato che la circonda.
Oggi piazza Vittorio è divenuta sinonimo di multiculturalità, nel migliore dei casi, di rifugio per immigrati, nel peggiore. Fra queste due accezioni si muove sottile il problema dell'integrazione/emarginazione. E se è vero che un quartiere centrale e ricco di storia come l'Esquilino sta da tempo vivendo uno stato di tensione sociale, risulta evidente che molto c'è ancora da fare. Un conforto arriva dalle ricerche che rilevano che gli immigrati non si sentono particolarmente discriminati dagli italiani e che questi ultimi sembrano aver definitivamente abbandonato l'idea che gli extracomunitari rubino lavoro agli italiani. Tuttavia le sfaccettature di questo fenomeno si scoprono vivendole, camminandoci dentro, passeggiando per le strade di un quartiere come l'Esquilino che per certi versi si eleva a laboratorio sociale. Camminando per le vie che vantano i nomi dei più famosi poeti, re d'Italia e politici, si incontrano persone provenienti da varie zone dell'Africa (Marocco, Senegal, Etiopia..) o dalla Cina.
Molti perpetuano l'antica tradizione commerciale della piazza vendendo un po' di tutto, altri consumano momenti di convivialità nei giardini al centro del porticato, ridendo, parlando o mangiando. Addentrandosi fra le vie comprese fra la piazza e la stazione non si può evitare di sentirsi spaesati, immersi in un variegato universo di culture. La sensazione di sentirsi derubati di qualcosa è pungente, ma se si riesce ad andare oltre, ad osservare con occhi diversi da quelli del luogo comune, si può arrivare a comprendere quanta ricchezza se ne può trarre. Purtroppo sono ancora troppo pochi i segni tangibili di quella differenza culturale che può diventare scambio: il negozio di artigianato tipico, il ristorante esotico, l'associazione culturale. Queste realtà stentano a diffondersi, complici il degrado tipico delle zone adiacenti la stazione e la mancanza di risorse economiche delle persone immigrate. I dati dicono che le imprese fondate da extracomunitari si stanno comunque diffondendo, ma forse queste realtà fioriscono in altre zone della città, dove capita spesso di incontrare persone straniere ben integrate. Piazza Vittorio è invece divenuta sede del commercio cinese fra aspre polemiche e recriminazioni. Un fenomeno, questo, che ha contribuito a rendere ancor più difficile la convivenza fra residenti ed immigrati, a causa della rabbia per l'impoverimento commerciale e per il decadimento generale della zona che questi negozi hanno causato.
Ma nonostante tutto, qualcosa si muove. Sempre più spesso piazza Vittorio diviene sede di manifestazioni volte a diffondere la multiculturalità, a metterne in evidenza gli aspetti positivi: dal 2002 si svolge Intermunda , evento che attraverso canti, balli, concerti, spettacoli cerca di promuovere la convivenza pacifica fra culture; ultima iniziativa è quella del Carnevale multiculturale a Piazza Vittorio , che cerca di portare i bambini e non solo verso un'ottica di integrazione e di solidarietà (sono previste infatti letture sul tema della multietnicità, spettacoli sulle tradizioni internazionali, proiezioni di immagini sul carnevale internazionale). Accanto a questa nuova realtà, c'è poi quella che si può osservare passando davanti alle scuole o vedendo giocare tra di loro bambini appartenenti a etnie differenti. A dimostrazione del fatto che la convivenza fra culture si sta inesorabilmente diffondendo e come sempre sta passando dall'infanzia.
Antonella Scatigno |