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1. IL RIONE DALL'EPOCA ROMANA AL 1870 L’inclusione dell’Exquiliae nell’Urbe
sembrerebbe risalire al VI secolo a.C., quando Servio Tullio decise di
stabilirvi la propria dimora, fortificando il lato orientale della città
attraverso la costruzione di un imponente sbarramento, l’Agger;
tale sbarramento attraversava l’Exquiliae per un lungo tratto compreso
tra l’odierna Piazza dei Cinquecento e l’Arco di Gallieno;
resti di tale costruzione sono visibili presso Piazza Manfredo Fanti,
all’interno dei giardini che ospitano l’Acquario Romano, ma
i ruderi più consistenti sono visibili nell’area perimetrale
della Stazione Termini. La sistemazione Augustea portò alla formazione
di sedici regioni; il termine Exquiliae indicava la sola V regione, posta
al di fuori delle Mura Serviane e costituita da una vasta necropoli attraversata
da reti viarie ed acquedotti, che confluivano nella Porta Praenestina
(l’odierna Porta Maggiore). L’Exquiliae racchiudeva in sé
il Campo Esquilino, un estesissimo cimitero riservato alla sepoltura della
plebe e degli animali, sito nell’area sulla quale ora insistono
Via Napoleone III e Piazza Vittorio. L’imperatore Augusto (23 a.C.
– 14 D.c.), con la riforma dei cimiteri, decretò la soppressione
del Campo Esquilino che divenne di lì a poco sede della sontuosa
villa di Mecenate. La riqualificazione del territorio continuò
in età Giulio-Claudia (14 – 68 D.c.), con la costruzione
dell’Acquedotto Claudio e nel III secolo con l’edificazione
degli Horti Liciniani (dei quali faceva parte il Tempio di Minerva Medica,
visibile ancora oggi lungo Via Giolitti) e della mostra dell’Aqua
Iulia, nell’odierna Piazza Vittorio; le Mura Aureliane vennero edificate
poco dopo (271-75) . Al IV secolo risalgono le prime chiese; S. Eusebio,
S. Croce in Gerusalemme, SS. Vito e Modesto. Purtroppo con la caduta dell’impero
romano d’occidente (476) ed i numerosi saccheggi barbarici, il nostro
rione torna ad essere declassato a fascia periferica e rupestre.
(scheda di Piervincenzo D'Angelo)
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